L’albero di Natale

C’era una volta, tanti anni fa, una bambina che la mattina di Natale si svegliava prestissimo e correva a piedi nudi, tanta era la fretta, in sala da pranzo. Lì trovava oltre ai doni ben “parcheggiati” sotto al pino anche l’albero completamente addobbato. Si perchè era Gesù Bambino, la notte in cui veniva, che lo preparava  con mille luci colorate, le palle di vetro e i fili d’argento disposti gentilmente sugli aghi dell’abete (ve li ricordate? ora anche cercandoli non si trovano più….). Era la magia allo stato puro, la meraviglia e lo stupore tutti gli anni si leggevano sul suo visino, gli occhi si sgranavano e la bocca si apriva, poi velocissime le manine cominciavano ad aprire i pacchetti che erano stati messi ai piedi dell’abete. La felicità per entrambe le cose (albero e doni) era tangibile.

Oggigiorno a casa mia  l’albero si prepara per gli inizi del mese di Dicembre (quest’anno siamo un pò in ritardo) ma per l’Immacolata fà sempre bella mostra di sè. Per tradizione da quando  i miei figli sono cresciuti lo facciamo tutti insieme. Si scende in cantina, si prendono i mille scatoloni e si sale i gradini, tirando qualche impropero per la fatica, ma alla fine tutto è piazzato in soggiorno; sì perchè il nostro albero ha il posto d’onore in casa, dove tutti lo possono ammirare sempre.  Si inizia a lavorare: prima lo si compone (anni fa comperavo quello vero come faceva la mia mamma quando ero bambina, ma ora abbiamo optato per uno bello ma “finto” ) e si mettono le lucine (e tutti gli anni si incrociano le dita per vedere se tutti i fili si accendono altrimente corse spasmodiche al negozio per la sostituzione…. ) quindi passiamo all’addobbo vero e proprio. È bello vedere Niccolò e Tommaso cercare negli scatoloni le loro palle preferite, quelle che per loro hanno un valore particolare. Quelle con scritto il loro nome ad esempio, quelle fatte alle scuole elementari oppure ancora quelle comperate quando si viveva all’estero; ricordare in quale occasione è stato comprato l’orsetto ora pronto per essere appeso o il nuotatore ed il  calciatore comperati quando  i loro sport erano una  vera passione. Regolarmente  cambio il posto alle palline appese da loro e lì fra sfottò e risate l’albero prende vita. Il puntale che è poi una stella viene ovviamente messo per ultimo e come sempre (anche quest’anno non ha fatto eccezione) non sta mai dritto e come tutti gli  anni ho detto che devo decidermi a cambiarlo magari in favore di un bell’angelo, ma sono sempre alle prese con i giochi d’equilibrio ed il risultato a volte è proprio ridicolo…. Quest’anno ho aggiunto ai soliti addobbi delle ghirlande con i popcorn fatte da me e dalla mia mamma,spero che resistano sino al giorno di Natale e che Zion, il mio cane, non se le mangi contento….. (eliminate da Zion prima ancora di metterle… le avevo lasciate incustodite…. 😋😌)

Ecco il nostro “capolavoro” ci accompagnerà nelle feste  sino al 6 Gennaio quando la Befana lasciando la calza se lo porterà via…

p.s. Durante “la lavorazione” musiche natalizie ci fanno compagnia, compito di Niccolò scegliere quali ascoltare!