Un pizzico di sale

Lo sapete che Omero lo chiamava sostanza divina ed i Romani oro bianco? Il sale ha una storia affascinante ed ha avuto un ruolo fondamentale nella storia della nostra civiltà. L’ho scoperto grazie ad un invito ricevuto da Gemma di Mare qualche tempo fa e vi assicuro che ho trovato tutto molto interessante. L’utilizzo del sale è vario: dall’uso alimentare a quello industriale. Da sempre è stato usato per conservare gli alimenti deperibili come carne, pesce e formaggi,  lo usiamo come condimento, lo mettiamo nella lavastoviglie per addolcire l’acqua, lo utilizziamo per sciogliere il ghiaccio e per togliere l’umidità dagli ambienti, viene utilizzato nell’industria per la concia delle pelli. Questi sono solo le prime cose che mi sono venute alla mente…

Parecchie delle parole che usiamo derivano da sal, termine che per gli antichi Romani indicava proprio questo alimento: Salve,( per augurare una buon giornata)  salario (eh si i Romani venivano pagati con il sale oltre che con i viveri), salute ( salus), sanità (salubritas).

Durante il Medio Evo il sale continuò ad essere ritenuto merce preziosissima e l’Italia un centro nevralgico per l’approvvigionamento di tutti i territori che non si affacciavano sul mare. Le vie del sale sono praticabili ancora oggi e sono un’idea diversa per un’escursione. Sul sale ci sono superstizioni (sapete cosa fare se lo rovesciate, vero?) e tradizioni ( ai giovani sposi si dovrebbero portare del sale assieme ad un pane al primo invito. Sono di buon auspicio). Ci sono  così tante curiosità sul sale… per non menzionare il fatto che il nostro corpo ha necessità delle proprietà che si trovano in questi piccoli granelli. I sali poi sono molti e diversi. Non intendo sale grosso o fino ma parlo di sale rosa dell’Himalaya ricco di sali minerali e iodio che viene estratto dalle catene montuose asiatiche o grigio dell’Atlantico che viene raccolto a mano e deve il suo colore all’argilla contenuta nel terreno e quello bianco e puro del mediterraneo i cui cristalli si formano grazie all’evaporazione. Avete avuto la fortuna di visitare  le saline siciliane? Mi dicono sia uno spettacolo da non perdere se si va alla scoperta dell’isola..

Potrei continuare a parlarvi ancora per parecchio tempo e raccontarvi che i sali di Gemma di mare sono trattati solo in maniera naturale e che ad ogni sale si può abbinare un certo tipo di cibo per esaltarne il gusto. E visto che adoro cucinare e che Csaba dalla Zorza era presente all’incontro vi lascio con la ricetta delle focaccine che ha cucinato per noi utilizzando sale rosa dell’Himalaya.

Ingredienti:

  • 500 gr. farina bianca 00
  • 1 cucchiaio sale
  • 25 gr. lievito di birra fresco
  • 280 ml. acqua tiepida
  • 50 ml. olio d’oliva
  • Sale per cospargere la superfice

Unire alla farina l’acqua tiepida in cui si è fatto sciogliere il lievito di birra, il cucchiaio si sale e metà dell’olio d’oliva. Impastare sino a quando si ottiene una palla elastica e liscia. Fare riposare in una ciotola pulita e coperta con un canovaccio umido per 75/90 min. nel forno con la luce accesa. Terminata la lievitazione impastare per sgonfiare l’impasto e formare circa 16 palline. Appiattirle sulla teglia da forno, premere con i polpastrelli per formare i classici buchini e spennellare con l’olio rimasto. Cospargere con il sale grosso rosa dell’Himalaya. Infornare a forno caldo a 220 gradi per 15/18 min.

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Giornata stimolante  e che mi ha fatto venire voglia di cucinare focaccia ed acquistare qualche sale diverso da quelli che uso regolarmente, mi copiate?

Un ringraziamento speciale a Csaba dalla Zorza per avermi permesso di postare una delle sue ricette