Era una domenica di quelle in cui il cielo era bianco.Guardando fuori dalla finestra non si vedeva il solito paesaggio. Niente tetti, niente fiume ma una distesa ovattata ed incolore. Pioveva. A tratti era una pioggerella  lieve a momenti invece si faceva più imperiosa. Poco da fare, se non stare sulla poltrona a leggere, guardare la TV o perdersi nei pensieri. E quello le successe, si perse nei suoi pensieri…

Pensieri piacevoli: come apparecchiare la tavola per la cena del ringraziamento, ricordare tutte le ricette e pensarne una nuova, perché tutti gli anni il menù ripeteva se stesso fatta eccezione di quella novità che sorprendeva. Pensare alla settimana che stava arrivando, agli impegni ed alla routine delle faccende domestiche, pensare all’organizzazione di una gita particolare per la felicità di qualcun altro e poi all’improvviso fermarsi a pensare a chi invece che stare comodamente sul divano si ritrova su una panchina sul fiume con tre valigie, un sacco a pelo ed una copertura improvvisata per la pioggia.

Ma quanto siamo fortunati e non ce ne ricordiamo?

Tutti i giorni da parecchio tempo lo vedeva, Un uomo alto e di colore. La prima volta che lo vide stava parlando e pensò fosse al telefono. Un uomo di bella presenza con occhi intelligenti e vivaci accompagnati da un sorriso radioso. I giorni successivi lo trovò sempre nella stessa postazione. Ogni tanto parlava (e così si accorse che non era al telefono) e faceva discorsi non si sa bene con chi. Gesticolava o sorrideva a qualcuno che appariva solamente ai suoi occhi. Ogni tanto lo vedeva correre (si manteneva in allenamento?), mangiare ed offrire quel poco che aveva a qualche sventurato senza casa che stava peggio di lui. Si vedevano tutti i giorni così cominciarono a dirsi ciao ed a chiedersi come andasse la giornata. Ma niente di più.

Ora sulla sua poltrona si chiedeva come mai un uomo dovesse essere sulla strada. Tutti i suoi averi racchiusi in tre valigie e poco altro. Era una scelta cercata? Quali potevano essere i motivi? La solitudine imposta era ben accetta?

Domande a cui non ci sarebbe stata risposta perché sapeva che non avrebbe mai avuto il coraggio di chiedere… eppure quell’uomo era apparso nei suoi pensieri in una domenica pomeriggio piovosa…

Posted by:mypie2016

ciao, sai chi sono? Mi chiamo Gisella, sono nata a Varese ma ho vissuto anche negli States e a Parigi. Ho 2 ragazzi, forse sarebbe più corretto dire uomini, Niccolò e Tommaso che vivono e lavorano a Milano e durante i week end ( ogni tanto) riappaiono a casa. Sposata da più di 30 anni con Roberto quest'anno abbiamo festeggiato i nostri primi 40 insieme. Amo la mia famiglia, il mare, la cucina, gli amici, passeggiare nella natura ed il mio fedele cagnone, Zion. Mi piace viaggiare, lo preferisco fare in compagnia della mia famiglia (sempre più raro riuscirci...) ma anche sola mi posso bastare. Spero ogni tanto buttiate un occhio su questo sito troverete tutto ciò che mi piace e che spero possa piacere anche a voi. A presto Gisella p.s. ora vivo ancora negli States, vita vagabonda... 😉

10 risposte a "Pensieri"

  1. Hai ragione Gisella quasi sempre diamo tutto per scontato senza nemmeno renderci conto di quanto siamo fortunati…abitando in un piccolo paese non si vedono persone così disagiate ma in città e mi capita di vedere questi casi e mi si raggela il cuore. A questo proposito ti racconto un fatto 😮 un giorno parlando con dei conoscenti ho detto che a Milano avevo visto persone rovistare tra i cassetti dell immondizia fuori dai mcdonald’s una tristezza…ma la tristezza ha raggiunto il culmine quando una di queste mi ha risposto che tanto sono tutte scansafatiche le persone che si trovano “in strada”…no e poi no!!!!!!

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    1. ciao Marina, ci saranno anche degli scansafatiche (dubito…. gli scansafatiche di solito sono scaltri e trovano il modo di non stare in strada…) ma parecchi sono persone che per svariati motivi si ritrovano senza dimora e soli. La persona a cui faccio riferimento l’ho vista anche questa mattina. Si stava lavando i piedi con una spugna. ti giuro mi si é stretto il cuore.
      Spero che chi ti ha dato quella rispostate lo abbia fatto perché non ha riflettuto.
      Un abbraccio e grazie del tuo commento

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  2. Buon pomeriggio Gisella, siamo fortunati ,di più! Ce ne rendiamo conto quando ci fermiamo a pensare, oppure quando facciamo degli incontri, come è capitato a me alcune settimane fa, ero nei pressi di una chiesa, mi si è avvicinata una ragazza con una bimba, poco curate, mi hanno chiesto dove potevano trovare le suore, in quel momento gli occhi dolcissimi e spaesati di quella bambina ,mi hanno lasciato una tristezza immensa! Mi piacerebbe che in questo mondo non ci sia sofferenza! Purtroppo non è così, ma mi piace pensare che ci sono tantissime persone che tendono una mano, quando qualcuno ha bisogno! Un abbraccio egrazie per la tua grande sensibilità! 💞

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    1. anche a me piacerebbe ci fosse più carità, più gentilezza, più comprensione. Credo tu abbia ragione bisogna fermarsi a osservare gli altri, spesso capiremmo molte cose.
      Un grande abbraccio, buona serata

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  3. Purtroppo a certe cose non si pensa fino a quando non tocchiamo con mano in prima persona. Solo le anime più sensibili riescono ad esprimere certi pensieri di carità per il prossimo senza per forza averne fatto esperienza.
    Un saluto

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  4. Putroppo sempre piu’ spasso si vedono agli angoli delle strade persone indigenti, ma non solo stranieri, anche persone di qui, della citta’ dove vivo. Dobbiamo davvero essere grati per quello che abbiamo, soprattutto per il bene piu’ prezioso la salute. Buona domenica Gisella

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  5. Sai Tiziana che oggi parlavo con un’amica di questo? Spesso siamo intenti ad osservare i successi degli altri (intendo in maniera benevola) a cercare di raggiungere noi stessi altri traguardi e non ci rendiamo conto che la nostra vita per noi così “normale” ad altri può sembrare un sogno… Non credo sia solo fortuna quello che abbiamo, certo forse un po’ anche di quella, tanti sono i fattori ma di sicuro dobbiamo imparare a fermarci e gioire per quello che abbiamo. A presto! 😘

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